Potatura Alberi da Frutta

Potatura Alberi da Frutta

Gli alberi da frutto spesso abitano i nostri giardini grazie ai colori variegati e ai frutti e fiori, piacevoli al gusto e alla vista. Tuttavia la potatura degli alberi da frutta è ritenuta una tecnica complessa dai frutticoltori amatoriali che spesso si affidano a giardinieri professionisti per un imprinting  di impostazione generale.

È importante affidarsi a degli esperti di potatura di alberi da frutto, perché sono indispensabili delle competenze specifiche in botanica e fisiologia della pianta per poter agire in modo corretto.

Cosa otteniamo dalla potatura degli alberi da frutto

Gli obiettivi principali che una buona potatura degli alberi da frutto – sia che si tratti di un albero, di un arbusto,  di un cordone, di una spalliera o di una piramide – vuole raggiungere, sono principalmente tre:

  • Delineare una forma armoniosa
  • Ottimizzare la quantità e la qualità dei frutti
  • Mantenere le piante in salute e forza

L’intervento di potatura alberi da frutto non si riduce ad una singola operazione: creare uno scheletro con rami e frutti ben distribuiti può richiedere la pazienza e la costanza di 4-5 anni.

Potatura del frutteto

La potatura di una pianta da frutto può coincidere con una fase diversa di sviluppo; si può fare una distinzione tra una potatura di allevamento o formazione da una potatura di mantenimento o produzione.

La potatura di formazione avviene solitamente nei primi anni di vita – quindi è una potatura su piante da frutto giovani – e consiste nel dare una forma prescelta alla pianta e permettere che i rami sopportino il peso dei frutti.

La scelta  della forma è condizionata da diversi fattori, come esigenze personali del coltivatore, varietà della pianta, temperatura ed esposizione al sole.  Si può optare per forme obbligate come spalliere, tunnel e filari (con all’ausilio di fili metallici e tutori) o scegliere una forma naturale basata sul volume, con tronco basso e chioma larga.

Quest’ultima scelta è consigliata a chi è alle prime armi poiché richiede meno manutenzione e spesso richiama la forma abbozzata già in vivaio. La potatura di produzione è finalizzata al miglioramento della qualità, della quantità, e della regolarità della fioritura e della fruttificazione.

La scelta del periodo di potatura

Anche il periodo in cui si sceglie di avviare l’intervento di potatura può variare a seconda della stagione in corso: avremo così potature invernali e potature estive. Solitamente una potatura degli alberi da frutto si avvia a fine inverno, durante il periodo di riposo vegetativo.

I tagli eseguiti saranno mirati principalmente verso tre direzioni:

  • Eliminare parti secche, fragili, folte o intersecate fra loro
  • Sfoltire la chioma per permettere una buona areazione
  • Stimolare la formazione di nuove gemme da frutto e nuove branche

Se invece siete ancora inesperti potreste decidere di intervenire durante lo sviluppo vegetativo in cui le gemme sono ben visibili. La sfemminellatura, cioè la rimozione dei getti verticali, e la spollonatura, cioè l’eliminazione dei polloni alla base, possono venire effettuati anche d’estate.

Infine tutte quelle operazioni mirate a una produzione più intensa, come l’inclinazione e la curvatura dei rami o il diradamento dei frutticini, rientrano negli interventi necessari della potatura estiva.

Potatura fichiQuesto frutto succulento e prelibato era noto già ai Romani, circa 2000 anni fa. Predilige un clima tropicale ma si è adattato bene anche al nostro clima mediterraneo, temperato e soleggiato. I frutti maturano tra fine estate e metà autunno.

I fichi di almeno 2 anni coltivati in vaso vanno piantati tra fine inverno e inizio primavera, ricordando che le radici vanno mantenute ridotte. Si possono accostare le piante su di un muro, con dei fili tirati e disposti paralleli tra loro a circa 24 cm di distanza, partendo da 45 cm dal terreno. Disponiamo ciascuna pianta di fico a circa 4 m una dall’altra.

Si può effettuare una buca di 90 centimetri quadrati bordata da pietre e si può riempire la base della buca con del pietrisco per circa 25 cm. Infine riempiamo la fossa con terriccio misto a frammenti di pietra e farina d’ossa e comprimiamo il terreno.

A primavera potiamo il fico tagliando il fusto al di sotto del filo più basso e subito sopra di un ramo laterale. Scegliamo e lasciamo due rami principali per ogni lato della pianta, potandoli a circa 45 cm raccattatura, al di sotto di una gemma.

L’estate seguente lasciamo crescere 4 rami per ogni braccio principale: il ramo che si svilupperà di più, per ogni lato, sarà il secondo partendo dal basso. Lasciamo esclusivamente gli 8 rami e li rafforziamo con delle canne di bambù legate ai fili metallici.

A fine inverno seguente potiamo i rami principali sopra a una gemma e lasciamo 60 cm della crescita dell’anno precedente. Il fico comincerà ad assumere una forma a ventaglio.

Raggiunta questa struttura potiamo il fico periodicamente in primavera ed estate eliminando i rami malati e più deboli, e accorciandoli sopra una gemma e a cinque foglie dalla base, questi porteranno.

Potatura meliAnche i meli appartengono alla famiglia delle pomacee; i loro rami producono i frutti in due modi principali: sui brindilli e sulle lamburde. A seconda del modo di fruttificazione cambierà la tecnica di potatura meli, che va a ogni modo avviata durante il periodo di riposo, coincidente con l’inverno.

Le specie che fruttificano sui brindilli (rametti di 15-20 cm) producono gemme da frutto all’apice dei rami sottili. Tra queste Irish Peach, Worcester Pearmain, Beauty of Bath. È di primaria importanza incoraggiare lo sviluppo di nuovi rami annuale. Perciò evitiamo di tagliare i rami laterali corti, produrranno gemme da frutto all’apice. Tagliamo i rami alti, al di sopra di una gemma apicale, di circa un terzo della loro lunghezza.

Le specie che fruttificano sulle lamburde (rametti corti di 1-4 cm) producono le gemme da frutto specialmente sulle lamburde dei rami principali. Tra queste Discovery, Ashmead Kernel, Cox’s Orange Pippin, George Neal. È fondamentale incoraggiare la crescita degli speroni fruttiferi. Recidiamo i rami laterali con un taglio che, partendo dalla base, conserva 3-4 gemme. Per i rami laterali potati l’anno precedente possiamo decidere di lasciare solo 1 gemma prima del taglio. Accorciamo il ramo principale a metà della crescita avvenuta l’anno precedente.

Assicuriamoci di lasciare rami di rinnovo. Ogni anno il peso dei frutti tende a spingere i rami sempre più verso il basso, quindi è necessario che ogni ramo abbia un pollone di rinnovo più indietro rispetto all’apice e pronto a sostituire il ramo troppo piegato.

Potatura periIl pero appartiene alla famiglia delle pomacee ma a differenza del melo ha una vita più longeva ed è più delicato da coltivare, in quanto presenta una fioritura precoce e più soggetta al freddo. Inoltre il pero da tavola, rispetto al melo, sopporta meno la siccità e ha più bisogno di sole per svilupparsi. Infine le gemme da frutto del pero essendo più appetibili per gli uccelli sono più soggette a rischio.

Per assicurare l’impollinazione è necessario che due varietà di pero compatibili, con maturazione nello stesso periodo (come le specie Conference e Beurrè Hardy), siano coltivate una accanto all’altra.

Per quanto riguarda la potatura del pero, sarà influenzata a seconda del tipo di fruttificazione. Le varietà che fruttificano sui brindilli si potano accorciando i rami laterali più lunghi, fino a 4 gemme dalla base. Le specie che fruttificano su lamburda si potano tagliando i rametti dei rami principali di circa un terzo e recidendo quelli laterali fino a 4 gemme dalla base. Si rimuovono anche i rami incrociati tra loro e le lamburde troppo ammassate.

Esistono due tipi di gemme a seconda di quello che producono:

  • Gemme a legno: danno origine a rami e foglie e hanno forma appuntita
  • Gemme a frutto: hanno una forma più tondeggiante e sono suddivise in gemme a fiore (drupacee) che producono fiori, e gemme miste (pomacee) che producono fiori, rami e foglie

Potatura susiniIl susino può essere coltivato a piramide, a ventaglio, a mezzo fusto, ma sicuramente il metodo più semplice è a vaso. Evitate le specie Warwickshire Drooper e Ontario, troppo vulnerabili al freddo. Nella coltivazione a vaso cercate di scegliere un portainnesto di tipo St Julien A o Pixy distanziando le piante rispettivamente di 6 o 4 metri tra loro. Vediamo dei semplici passi da seguire in una potatura susini coltivati a vaso.

Impiantiamo un giovane susino durante il riposo vegetativo (fine autunno-inizio inverno) affiancandoci prima un palo di sostegno che esca dal terreno almeno 75 cm. La potatura del susino non può iniziare prima che le gemme siano grandi, solitamente in primavera. Tagliamo il fusto a 90 cm dal terreno, lasciando al di sotto almeno un ramo laterale robusto e tre sottorami che diventeranno i rami principali. I rami vanno ridotti fino a due terzi al di sopra di una gemma rivolta verso l’esterno.

Dopo un anno la crescita sarà notevole; di nuovo in primavera potiamo in modo consistente. Accorciamo della metà tutti i nuovi rami, facendo attenzione che il taglio sia sopra una gemma rivolta verso l’esterno. Eliminiamo dalla base tutti i rametti che spuntano dai tre rami principali e dal tronco.

Dalla terza primavera la potatura susini può essere più leggera. Tagliamo i rami incrociati tra loro o secchi. Estirpiamo i polloni alla base. Data la grossa portata dei frutti, i rami di un susino possono appesantirsi e col tempo rompersi, per questo è necessario diradare i frutti grandi come una noce.

Potatura vitiL’uva si coltiva da più di 5000 anni. All’epoca degli antichi Romani era frequente trovarla nell’Europa del nord, tuttavia la vite predilige un clima caldo e mite. Il frutto della vite, l’uva, ha molteplici utilizzi: principalmente è usata per produrre vino, ma può essere consumata sia come frutta fresca che secca e può anche servire per estrarre il succo d’uva o l’olio di vinaccioli.

La potatura della vite da uva è molto semplice ed è finalizzata a equilibrare i nuovi rami con i tralci. Il metodo più comune e semplice per coltivarla è quello a cordone singolo. Usiamo cavi metallici ben tirati tra due pali, posti a due altezze diverse (quello basso a 45 cm da terra, quello alto a 2 m di altezza). Piantiamo la vite a fine autunno o a inizio primavera. Distanziamo una pianta dall’altra di 1,5 m ricordandoci di legare ogni pianta a una canna.

Riduciamo subito il ramo principale a 50 cm da terra, sopra un germoglio sano. A metà estate seguente accorciamo i rami laterali di 5-6 foglie, e fino a una foglia tutti i rametti che crescono dai rami laterali. Eliminiamo del tutto i rami alla base.

Durante l’inverno tagliamo il ramo principale di due terzi e tutti i rami laterali fino a lasciare una sola gemma. Ripetiamo queste operazione nel corso degli anni con l’obiettivo di sviluppare i frutti sui rami laterali.

Non appena la pianta comincia a fruttificare e i singoli acini si ingrossano diradiamo i grappoli, tagliandoli con delle forbici lunghe e sottili. Quando ogni acino avrà il giusto spazio, circolerà più aria, si eviteranno malattie e raggiungerà il pieno colore.

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